L’ospitalità di Istanbul durante il Ramadan 

Ogni sera, quando il sole tramonta e il richiamo alla preghiera risuona dai minareti, la città si trasforma. È il momento dell’iftar, la rottura del digiuno, un rito che non riguarda solo chi osserva il mese sacro, ma anche chi visita la città in questo periodo.

Uno degli aspetti più sorprendenti è l’ospitalità dei ristoranti e delle comunità locali.

Un’esperienza autentica e inclusiva

Camminare per le strade di Istanbul poco prima dell’iftar significa assistere a una città in attesa. I ristoranti allestiscono tavoli lunghi, le strade si riempiono di famiglie e amici e l’aria profuma di pane appena sfornato e spezie.

Molti ristoranti, soprattutto nelle zone più tradizionali, offrono pasti gratuiti o a prezzo simbolico.

Non importa se sei un locale o un turista: se ti siedi a uno di questi tavoli, sarai accolto con un sorriso e un piatto caldo. Questo mi è capitato oggi ed è stata un’esperienza bellissima.

L’ospitalità durante il Ramadan è un valore radicato nella cultura turca.

Il concetto di “sadaka” (carità) e di condivisione del cibo è fondamentale: chi ha di più offre a chi ha di meno, e nessuno dovrebbe rompere il digiuno da solo.

Se ti trovi a Istanbul in questo periodo e vuoi vivere l’esperienza dell’iftar, ecco cosa puoi aspettarti nei ristoranti:

Il dattero e l’acqua per iniziare

Tradizione vuole che il digiuno venga interrotto con un dattero e un bicchiere d’acqua, come faceva il Profeta Maometto. Nei ristoranti, questi vengono sempre offerti gratuitamente come parte dell’iftar.

Le zuppe tradizionali

La çorba (zuppa) è  l’elemento essenziale della cucina turca e non manca mai nei pasti del Ramadan. La più popolare è la mercimek çorbası (zuppa di lenticchie gustosissima), cremosa e ricca di sapore, spesso servita con una fetta di limone e pane fresco.

Pane e pide freschi

Durante il Ramadan, i forni sfornano pide, pane soffice e fragrante, servito caldo con sesamo e nigella. Questo pane è un simbolo dell’iftar ed è sempre presente sulle tavole dei ristoranti e delle famiglie.

Pasti completi offerti ai clienti

Alcuni ristoranti, soprattutto quelli più tradizionali o di gestione familiare, offrono un pasto completo gratuito che include zuppa, pane, un piatto principale (come pollo o carne in umido con riso), dolce e tè. In altri casi, si può fare una donazione simbolica o pagare un prezzo ridotto rispetto al solito menù.

Dove provare questa esperienza a Istanbul

Se vuoi vivere l’iftar offerto nei ristoranti, ecco alcuni luoghi dove troverai pasti gratuiti o a prezzo simbolico:

  • Piazze principali e moschee: vicino alla Moschea Blu, alla Moschea di Eyüp Sultan e in piazza Taksim. Basta sedersi e aspettare il tramonto.
  • Ristoranti storici: alcuni ristoranti di Fatih e Üsküdar offrono menù speciali gratuiti o molto economici.
  • Cucine di beneficenza: alcune fondazioni religiose e associazioni caritatevoli distribuiscono pasti caldi ai bisognosi e ai visitatori.

Un gesto di ospitalità che va oltre il cibo

Accettare un pasto gratuito durante il Ramadan a Istanbul non è solo un’opportunità per provare il cibo locale, ma è un modo per comprendere meglio la cultura e i valori della società turca. È un gesto di ospitalità che trascende la religione e le differenze.

Se vuoi partecipare ecco alcuni consigli pratici su dove andare, come comportarti e cosa aspettarti.

Come partecipare con rispetto?

✅ Arriva in anticipo – I posti nei tavoli pubblici si riempiono velocemente.
✅ Siediti dove c’è spazio. Nessuno ti guarderà con sospetto, anzi, potresti ricevere sorrisi e inviti a condividere.
✅ Rispetta il momento della preghiera – Molti iniziano l’iftar con una preghiera silenziosa prima di mangiare. Se non sei musulmano, puoi semplicemente rispettare il momento senza interrompere.
✅ Segui l’ordine del pasto – Prima si mangia il dattero, poi la zuppa e il resto dei piatti.

E dopo l’iftar, le strade si riempiono di vita: caffè aperti fino a tarda notte, mercatini e concerti tradizionali.

Se vuoi un’esperienza autentica e immersiva, questa è decisamente una delle cose più belle da fare a Istanbul durante il Ramadan!

Istanbul: 15 anni dopo, la stessa ospitalità

L’ultima volta che ho vissuto il Ramadan a Istanbul eravamo a Sultanahmet, il cuore storico della città, dove ogni tramonto si trasformava in un rituale collettivo. Ricordo le tavolate allestite nei giardini della Moschea Blu, il profumo del pide caldo nell’aria, il suono del muezzin che segnava la fine del digiuno e la generosità di sconosciuti che condividevano il loro pasto, senza chiedere nulla in cambio.

Ora, quindici anni dopo, sono tornata. La città è cambiata, io sono cambiata. Ma qualcosa è rimasto identico: l’ospitalità del Ramadan.

Questa volta a Taksim, l’anima moderna e caotica di Istanbul. Sultanahmet con la sua spiritualità è un ricordo lontano, qui la città pulsa con un ritmo diverso. Eppure, quando il sole inizia a calare e il richiamo alla preghiera riempie l’aria, anche Taksim si ferma.

Un iftar inatteso a Taksim

Stavo camminando vicino alla Moschea di Taksim, osservando la folla che si radunava in piazza. Mi sono fermata vicino a un piccolo ristorante, curiosa di vedere se qui, lontano dalla storicità di Sultanahmet, si respirasse lo stesso spirito di condivisione.

Non ho dovuto aspettare a lungo. Un cameriere, senza chiedermi nulla, mi ha fatto cenno di sedermi. “L’iftar sta per iniziare, vuoi unirti?”

Non sono una turista smarrita, non era la mia prima volta. Eppure quel gesto mi ha colpita. Ho accettato, sedendomi accanto a sconosciuti che in pochi minuti sono diventati compagni di tavola. Di fronte a me, ragazze con il velo e senza velo e un uomo d’affari dall’aspetto stanco. Accanto, un gruppo di studenti.

Il cibo è solo un pretesto

Il primo piatto è arrivato: un dattero e un bicchiere d’acqua, come vuole la tradizione. Poi la zuppa di lenticchie, calda e confortante. Il pide fragrante, spezzato e condiviso con chi mi sedeva accanto. Un piatto di riso (per me senza carne), yogurt e tè bollente.

Non serve parlare troppo. Basta sorridere, un gesto, il suono delle posate sui piatti. L’iftar non è solo la rottura del digiuno, è un rituale di comunità, un momento in cui le barriere si annullano.

Mentre sorseggiavo il mio çay, mi sono resa conto che, nonostante il tempo passato, l’essenza di Istanbul è rimasta la stessa.

Quindici anni dopo, la stessa emozione

Quindici anni fa ero seduta in un giardino di Sultanahmet a rompere il digiuno con estranei. Oggi, dopo tante esperienze, tante città e mille storie, sono qui, a Taksim, con lo stesso dattero in mano, lo stesso sorriso di chi sa che certi luoghi non smettono mai di accoglierti.

Se passi da Istanbul durante il Ramadan, accetta l’invito. Siediti a una di queste tavolate. Ascolta il silenzio prima dell’iftar e respira la magia del primo boccone.

Non importa da dove vieni, qui l’unica regola è condividere.